mock up mano che dirige campagne con ai e città sulla sfondo
Eventi - 21.10.2026

AI E PERFORMANCE MEDIA: COME CAMBIA LA REGIA DELLE CAMPAGNE DIGITALI

Tra ricerca generativa, automazione e nuovi modelli di attribuzione, l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui i brand pianificano, ottimizzano e misurano gli investimenti media.

L’intelligenza artificiale sta modificando il percorso attraverso cui le persone cercano informazioni, confrontano alternative e arrivano a scegliere un brand. Una parte crescente di queste valutazioni avviene direttamente nelle risposte generate dall’AI, prima ancora che l’utente visiti un sito o interagisca con un annuncio.

Per chi si occupa di performance marketing, questo cambiamento richiede di ampliare la prospettiva oltre le keyword e le singole campagne, considerando anche il modo in cui i brand vengono rappresentati e raccomandati nei nuovi ambienti di ricerca.

Il tema è stato approfondito anche da Netcomm attraverso il White Paper 2026 AI & Agentic Commerce Transformation e il Netcomm Focus Digital Marketing & Channel Strategy, a cui Intarget ha contribuito con una riflessione sull’evoluzione del performance media.

Dalla keyword all’intento: cambia il ruolo del media

Per anni il performance marketing si è sviluppato attorno a un modello relativamente lineare: intercettare una ricerca, attivare un annuncio e accompagnare l’utente verso la conversione.

Oggi le piattaforme pubblicitarie utilizzano segnali sempre più articolati per interpretare l’intento degli utenti. Le esperienze di ricerca generativa di Google, come AI Overviews e AI Mode, introducono nuove modalità di integrazione degli annunci nei percorsi informativi. Allo stesso tempo, le soluzioni pubblicitarie negli ambienti conversazionali, come ChatGPT, aprono ulteriori possibilità di comunicazione contestuale.

In questo contesto la qualità delle informazioni messe a disposizione dai brand assume un peso crescente. Feed aggiornati, contenuti strutturati, autorevolezza delle fonti e coerenza del posizionamento contribuiscono a rendere prodotti e servizi riconoscibili e rilevanti per le piattaforme.

L’efficacia degli investimenti media dipende quindi anche dalla solidità della presenza digitale del brand. Un aspetto che rende sempre più stretto il rapporto tra advertising, SEO e strategia dei contenuti e richiede maggiore coordinamento nella pianificazione delle attività.

Automazione e creatività: un rapporto sempre più stretto

L’automazione interessa ormai gran parte della gestione delle campagne, dalle strategie di bidding alla selezione delle audience, fino alla generazione e combinazione degli asset pubblicitari. L’AI generativa accelera inoltre la produzione dei contenuti e permette di sperimentare con maggiore rapidità messaggi, formati e varianti creative.

Con piattaforme che gestiscono in autonomia una parte crescente della distribuzione degli annunci, la qualità dei messaggi assume un ruolo ancora più importante nei risultati delle campagne.

La pertinenza rispetto al contesto, la coerenza con l’intento dell’utente e la capacità di valorizzare gli elementi distintivi del brand diventano fattori centrali nell’efficacia della comunicazione.

La creatività entra così sempre più direttamente nelle logiche di ottimizzazione della performance, rendendo necessario un lavoro congiunto tra chi sviluppa la strategia media, chi progetta i contenuti e chi analizza i risultati.

Per i brand, questo significa utilizzare gli insight sulle audience e i dati delle campagne per orientare le scelte creative, alimentando un processo continuo di test e ottimizzazione. L’AI offre la possibilità di accelerare questo lavoro, lasciando ai team il compito di definire la qualità e la rilevanza dei messaggi.

La misurazione oltre il click

Una parte crescente del percorso decisionale si sviluppa in ambienti sui quali gli strumenti di analytics offrono ancora una visibilità limitata.

Un utente può scoprire un brand attraverso una risposta generativa, confrontarlo con altre alternative e cercarlo successivamente su Google prima di acquistare. La conversione sarà misurabile, mentre il contributo delle interazioni precedenti potrebbe non emergere nei sistemi di attribuzione.

Per comprendere meglio questi percorsi, alle metriche consolidate di traffico, conversione e ritorno sugli investimenti si affiancano nuovi indicatori: presenza del brand nelle risposte AI, frequenza e qualità delle citazioni, fonti utilizzate dai modelli, referral dagli LLM ed evoluzione delle ricerche branded.

Si tratta di segnali utili a osservare come si sviluppano la conoscenza e la considerazione del brand, da leggere insieme ai dati di performance e ai risultati di business.

La misurazione della visibilità negli ambienti generativi è ancora in evoluzione. Le risposte possono variare in funzione del modello, del contesto e delle modalità di interrogazione, rendendo necessarie metodologie di analisi coerenti e confrontabili nel tempo.

L’integrazione tra questi nuovi indicatori, i dati di analytics e gli approcci basati su test controllati e incrementalità può offrire una lettura più completa del contributo delle diverse attività di marketing.

Comprendere il ruolo delle interazioni che precedono il click diventa quindi essenziale per valutare con maggiore precisione l’efficacia degli investimenti.

Una nuova regia per il performance media

Con l’automazione di molte attività operative, il lavoro dei professionisti del performance marketing si concentra sempre di più sull’interpretazione dei dati, sulla definizione delle priorità e sulla valutazione delle scelte di investimento.

La gestione delle campagne richiede una conoscenza più ampia dei fattori che influenzano la domanda e dei diversi punti di contatto che contribuiscono alla decisione d’acquisto.

Media, SEO, creatività, dati e strategia di brand devono quindi essere gestiti in modo coordinato, con obiettivi condivisi e una lettura integrata dei risultati.

È su questo approccio che Intarget affianca i brand, mettendo in relazione competenze e dati per individuare opportunità di crescita, orientare gli investimenti e migliorare l’efficacia delle strategie di marketing.

In un contesto in cui l’esecuzione è sempre più automatizzata la capacità di interpretare i segnali, definire le priorità e governare le decisioni di investimento diventa determinante per la competitività dei brand.