
LE AZIENDE INVESTONO, MA NON DECIDONO: MANCA UNA REGIA SULLE DECISIONI CHE COLLEGHI DATI, JOURNEY E BUSINESS
di Fausta Sposato, Managing Director Intarget
Il livello di maturità che, almeno sulla carta, molte aziende hanno raggiunto dovrebbe consentire decisioni rapide e informate: dispongono di dati, tecnologie, competenze e strutture organizzative consolidate. Eppure, quando si osserva come queste risorse vengono tradotte in scelte concrete, emerge una difficoltà diffusa nel prendere decisioni coerenti, coordinate e realmente orientate al business.
Il limite riguarda la capacità di leggere e utilizzare il dato in modo integrato, trasformandolo in una guida concreta per le decisioni.
Dati presenti, ma scollegati dalle decisioni
Il customer journey è quasi sempre mappato e presidiato nelle sue diverse fasi. Il vero tema riguarda l’utilizzo dei dati che lo descrivono e la loro capacità di orientare le decisioni. Le funzioni continuano a operare con logiche corrette ma autonome, ottimizzando singole leve senza una visione condivisa del contributo complessivo al risultato: il marketing lavora sull’awareness, il CRM sulla relazione, l’ecommerce sulla performance, il finance sulla sostenibilità economica. Queste letture restano separate e difficilmente convergono in un modello decisionale unico.
Anche la disponibilità di dati perde efficacia quando ogni fase del percorso viene misurata attraverso KPI legati ai singoli ambiti funzionali e raramente interpretati all’interno di uno stesso schema.
In assenza di un punto di sintesi, il dato continua a supportare ottimizzazioni locali, senza riuscire a orientare decisioni trasversali o collegare in modo chiaro le attività di marketing ai risultati economici.
La qualità del dato come fattore critico
A questo si aggiunge un tema più strutturale, legato alla qualità e alla coerenza del dato. Sistemi di tracking costruiti nel tempo per stratificazioni, fonti non sempre allineate e modelli di attribuzione non pienamente condivisi introducono un livello di incertezza che impatta direttamente sulla qualità delle decisioni.
Quando il dato perde solidità, anche la lettura diventa fragile e le organizzazioni tendono a compensare con esperienza o intuizione, riducendo la capacità del dato di guidare le scelte.
Questo tema assume oggi un peso ancora maggiore: l’erosione dei modelli di attribuzione e l’evoluzione dell’AI rendono qualità e governance del dato condizioni sempre più centrali per competere.
Il risultato: valore generato, ma non catturato
Questo disallineamento produce un effetto concreto: una parte del valore generato lungo il customer journey non viene catturata.
Gli investimenti producono attività e risultati operativi, senza tradursi in una crescita proporzionale in termini di ricavi, marginalità e qualità della domanda. Alla base c’è l’assenza di un framework capace di leggere e governare il contributo complessivo delle diverse leve.
In molti casi, la risposta consiste nell’introduzione di nuovi strumenti o livelli di analisi, con un aumento del volume di informazioni che raramente risolve il problema strutturale.
Il tema riguarda la capacità di interpretare il dato in modo coerente e utilizzarlo per prendere decisioni più efficaci.
Il ruolo del Data & Measurement Blueprint
È qui che entra in gioco la regia, intesa come la capacità di strutturare un framework in cui dati, KPI e obiettivi vengano letti all’interno di una logica comune, collegando le dinamiche del customer journey ai risultati di business e allineando letture e processi decisionali.
Il Data & Measurement Blueprint permette di costruire questa governance, chiarendo quali dati sono rilevanti, come devono essere raccolti e validati, quali KPI guidano le decisioni e in che modo si collegano a ricavi, marginalità e qualità della crescita.
Quando questo modello è definito, il dato evolve da elemento descrittivo a leva decisionale.
Un’evoluzione che coinvolge anche i partner
In questo scenario cambia anche il ruolo dei partner. Oggi sono chiamati a contribuire alla definizione dei modelli decisionali, collegando dati, customer journey e obiettivi di business e aiutando le organizzazioni a trasformare la complessità in scelte concrete.
Le aziende dispongono già di una grande quantità di dati. Il tema riguarda la capacità di interpretarli e integrarli in modo coerente all’interno dei processi decisionali.
La differenza si gioca nella costruzione di un framework che renda le decisioni più leggibili, più sostenibili e direttamente collegate al valore generato.