19/02/2019  |  China
#CinaInItalia: Come cambiano i consumi cinesi
#CinaInItalia: Come cambiano i consumi cinesi

Salute e benessere, intrattenimento e prodotti di lusso sono i settori destinati a trainare le vendite, con e-commerce e pagamenti elettronici alla base dell’impennata degli acquisti online. Anche tra anziani e popolazione delle zone rurali.

Il panorama digitale cinese, come la Cina nel suo complesso, è in rapida crescita e trasformazione. Per comprenderne le enormi potenzialità e riuscire a coglierle, è necessario capire la sua complessità e gli elementi caratterizzanti, soffermandosi in particolare sugli aspetti che lo distinguono da quello occidentale. Proprio di questo tratta il rapporto Cina. Considerazioni sul panorama digitale e sulle abitudini di consumo, redatto da Stefano Generali,  managing director di intarget, agenzia che si occupa di digital marketing. Partendo dalla considerazione che il mercato cinese ha enormi potenzialità, legate alla vastità della sua popolazione, all’elevato tasso di penetrazione di internet e alle dimensioni record dell’e-commerce cinese, l’analisi non solo scatta una fotografia dettagliata dello sviluppo del mercato digitale cinese, ma descrive anche il profilo dei consumatori cinesi e le loro tendenze di consumo.

Mercato digitale e social media
Utilizzati per comunicare con amici e familiari, per condividere foto e pensieri, per informarsi sulle ultime notizie, per giocare, per contattare brand e venditori e per acquistare, i social media occupano un ruolo di primo piano nella vita dei cinesi, che vi si connettono ogni giorno con regolarità, mediamente per un’ora e cinquanta minuti. Ma se in Occidente sono usati soprattutto per chattare, per leggere le news e condividere esperienze personali, in Cina sono soprattutto un importante strumento per l’acquisto di prodotti online. Oltre a poter accedere a sconti e offerte dedicate, gli utenti dei social cinesi seguono celebrità e blogger che dettano tendenze e danno suggerimenti di acquisto.

Acquisti che spesso vengono effettuati direttamente attraverso il social network, senza necessità di collegarsi a un sito aziendale esterno o a uno store digitale. L’utilizzo eterogeneo che i cinesi fanno dei social media è rispecchiato anche dalla modalità con cui le piattaforme cinesi sono presenti nel mercato digitale. I tre maggiori operatori sono Baidu, Alibaba e Tencent, che nel corso degli ultimi anni hanno sviluppato una molteplicità di applicazioni che rispondono alle diverse esigenze degli utenti cinesi sul web. Dalla messaggistica all’informazione, passando per acquisti online e pagamenti di servizi di ogni tipo, fino ad arrivare alla fruizione di musica e video. Per far capire meglio a un occidentale come operano questi tre colossi del web, in genere Alibaba viene descritto come il corrispettivo cinese di Amazon, Tencent di Facebook e Baidu di Google. Ma la crescita che li ha visti protagonisti negli ultimi anni ha dato loro un ruolo di primo piano che va ormai ben oltre i confini cinesi.

E-Commerce ed e-payment
Negli ultimi anni la Cina sta trasformando il suo modello economico, puntando meno sulle esportazioni e più sui consumi interni. Complice lo sviluppo di una classe media numericamente sempre più ampia e la crescita del potere d’acquisto, i consumi privati sono in costante aumento. E non sono determinanti solo le dimensioni del mercato interno, ma anche la propensione dei cinesi agli acquisti su internet, che in base ai dati dell’Ufficio nazionale di Statistica nel 2017 hanno superato i 1.149 miliardi di dollari.
Dei 533 milioni di cinesi che nel corso del 2017 hanno effettuato acquisti sul web, ben 506 milioni hanno utilizzato lo smartphone, che è diventato ormai il mezzo principale per connettersi a Internet e per effettuare pagamenti di ogni genere, a cui ricorrono regolarmente circa 531 milioni di utenti. E non solo nelle metropoli o tra i giovani. I dati mostrano, infatti, che anche tra gli anziani e chi vive nelle aree rurali i contanti perdono quota. In particolare, nelle aree rurali il tasso di incidenza dei pagamenti elettronici è schizzato dal 31,7% del 2016 al 47,1% del 2017. Del resto in zone dove l’accesso a molti prodotti risulta più limitato, rivolgersi al web è una soluzione che rende qualsiasi genere di prodotto a portata di mano. Quindi, sebbene la maggiore concentrazione di consumatori viva nelle città di prima fascia, dove il reddito pro capite è più alto e si stima che entro il 2020 il 60% della popolazione cinese risiederà in zone urbane, generando nuovi consumatori, le città di seconda e terza fascia trainano lo shopping online, che dà loro accesso a prodotti non disponibili nei punti vendita fisici di queste città.

Lo sviluppo dei consumi
Il rapporto di intarget traccia poi una breve storia dei consumi in Cina e un profilo di chi sono e cosa vogliono i consumatori cinesi oggi. Essenzialmente individua due fasi, in cui l’inizio del nuovo millennio rappresenta una sorta di spartiacque. Negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, in seguito all’avvio delle riforme economiche e dell’apertura del Paese, hanno fatto il loro ingresso sul mercato cinese i prodotti di importazione, verso cui si sono gradualmente indirizzati gli interessi e le preferenze dei consumatori cinesi, incuriositi dai nuovi prodotti e affascinati dallo stile di vita occidentale. Sfoggiare brand internazionali è diventato un modo per esternare la propria personalità e, in alcuni casi, possederli è percepito come un vero e proprio status symbol.
Con l’aumento della consapevolezza negli acquisti e della conoscenza dei prodotti di importazione, a cui si è accompagnata la crescita del potere d’acquisto, a partire dal 2000 i cinesi hanno dato maggiore importanza alla qualità e alla sicurezza, diventando più esigenti.

L’identikit dei consumatori
Analizzando la composizione della popolazione cinese, il rapporto Cina.
Considerazioni sul panorama digitale e sulle abitudini di consumo individua
due fasce anagrafiche che si profilano come determinanti: i giovani e gli anziani. Se i nati tra il 1980 e il 1999 possono contare su un reddito più elevato, sono più inclini a spendere e ad acquistare prodotti di importazione, trent’anni di politica del figlio unico si stanno traducendo in un progressivo invecchiamento della popolazione cinese, che necessiterà di prodotti per la salute e servizi medici. Tra i giovani, poi, va focalizzata l’attenzione sui single, nati dopo il 1995, come dimostra anche il successo della festa dello shopping promossa da Alibaba l’11 novembre di ogni anno, giorno appunto dedicato ai single. Al primo posto mettono lo studio e la carriera, relegando il matrimonio in fondo alla lista delle priorità. Per rispondere alle loro esigenze si sta sviluppando una cosiddetta economia dei single, con prodotti e servizi dedicati. In particolare, tra i giovani single di sesso maschile negli ultimi tre anni stanno prendendo piede i prodotti cosmetici, risultato della grande attenzione riservata all’immagine e al fisico. Secondo i dati citati dal rapporto e raccolti da Vipshop.com, il volume di mercato dei prodotti per la cura della persona ha raggiunto i 10 miliardi di yuan. Tra le donne, invece, complice il miglioramento della loro posizione lavorativa, c’è grande interesse per i prodotti di lusso, di cui saranno alla base dello sviluppo nei prossimi anni. Nel 2017 il mercato del lusso ha raggiunto i 50 miliardi di euro ed entro il 2025 si stima che saranno circa 150 milioni i cinesi che acquisteranno prodotti di alta gamma.

Altro settore su cui i single spendono molto è quello degli animali da compagnia, che negli ultimi due anni sta registrando crescite vertiginose, a tripla cifra. In occasione della festa dello shopping del 2017 le vendite di prodotti per single sono aumentate del 190% e quelle di prodotti per animali da compagnia del 239% rispetto all’anno precedente.

I settori di consumo
Complessivamente i settori che trainano i consumi, oltre ai prodotti per il
benessere e la cura del corpo, sono i prodotti di bellezza e quelli per la maternità e l’infanzia. Questa tendenza rispecchia la maggiore attenzione riservata alla salute, alla sicurezza dei prodotti di bellezza, alimentari e destinati ai bambini. Parallelamente cresce anche la spesa per lo svago. Dai film al cinema alle cene in ristoranti, passando per le serate al karaoke e i viaggi in Cina e all’estero, in famiglia si spende in media per turismo e intrattenimento l’11% del budget, il doppio rispetto al 2011, scrive intarget, come conferma anche l’aumento dei turisti cinesi all’estero.
Fino a qualche anno fa partivano in gruppi organizzati, acquistando pacchetti vacanze, ora invece la maggior parte preferisce organizzare i propri viaggi autonomamente prenotando voli e alberghi online.
Nel 2017 ben 375 milioni di cinesi hanno prenotato viaggi su internet, il 25,6% in più rispetto all’anno precedente, tra loro 340 milioni l’hanno fatto utilizzando lo smartphone, il 29,7% in più di utenti rispetto al 2016.
E su internet prendono quota anche le piattaforme di streaming, come Tencent Video e Youku, l’omologo cinese di Youtube, con 90 milioni di utenti a pagamento.

Un numero che ha ampi margini di crescita.

Fonte articolo: Cina in Italia