20/06/2018  |  Data Analysis
CRO: il punto di vista di intarget a #WMF18
CRO: il punto di vista di intarget a #WMF18

La ricetta di intarget: per un’e-commerce efficace si basa sulla metodologia iterativa di analisi, implementazione, apprendimento e ottimizzazione per supportare i clienti a migliorare il tasso di conversione degli utenti digitali

Portare un cliente a completare il suo acquisto online è un percorso lungo e non semplice: secondo i dati del 2017 riportati sul portale Statista, in Italia il tasso di conversione dei principali e-commerce è compreso tra 1% e il 3%.

Per consentire di superare questa criticità, intarget: porta al Web Marketing Festival la propria ricetta a supporto del customer journey basata su un Coversion Rate Optimization in grado di apprendere l’attitudine del consumatore anche attraverso i fallimenti.

Federica Brancale, data analyst di intarget:, interverrà il 23 giugno dalle 13:30 alle 14:10 nella sessione dedicata al tema Web Analytics con un intervento dal titolo: “Come fare un’analisi di Conversion Rate Optimization mettendo al centro la User Experience”.

L’attività di CRO, acronimo di Conversion Rate Optimization, studia, infatti, nello specifico il comportamento del consumatore (‘customer journey’) dalla nascita del bisogno attraverso le molteplici interazioni che lo portano a visitare un sito web, fino ad arrivare alla conclusione del processo di conversione mediante l’acquisto online.

Esaminare, quindi, il comportamento degli utenti diventa fondamentale se – stando a diversi studi – il 74% delle attività di CRO è in grado di aumentare le vendite online in media del 23%, aiutando al tempo stesso i canali di acquisizione a migliorare i tassi di conversione.

La metodologia innovativa di CRO proposta da noi: si focalizza in modo particolare sulla persona reale che viene di fatto messa al centro dell’analisi e sfrutta il concetto di “fallimento” di un test A/B come un’opportunità di apprendimento. L’approccio distintivo in materia di Data Analysis conferma la naturale vocazione di intarget: a supportare aziende nazionali e internazionali attraverso strategie di marketing ‘data-driven’.

“Oggi, la maggior parte dei siti web non ha problemi di quantità di traffico, quanto piuttosto di qualità: la difficoltà è portare al termine del processo di conversione gli utenti online – afferma Andrea Marcante, head of data analytics di intarget: – Per questo abbiamo sviluppato una metodologia in grado di analizzare dati quantitativi e qualitativi per comprendere come migliorare il tasso di conversione. Il nostro metodo, in particolare, pone l’individuo al centro dell’analisi: utilizza tecniche come user testing e focus group per comprendere il comportamento dell’utente online così da presidiare, attraverso il dato e le persone reali, l’intero ‘customer journey’ della marca”.

Le attività di CRO, riconducibili sia alla user experience per l’analisi di navigazione sia al data-driven marketing, si concretizzano in una serie continua di test durante un periodo di osservazione variabile ma che – in una situazione ottimale – dovrebbe reiterarsi lungo l’anno.

Uno dei concetti più rivoluzionari del CRO è associato al concetto di «fallimento» di un test A/B. Quand’anche il risultato di un test non faccia aumentare il tasso di conversione esiste comunque un’opportunità di apprendimento per capire cosa non sta funzionando e perché. Questo è particolarmente vero se il test “fallimentare” fa parte di una serie di altri test effettuati durante l’anno.

L’obiettivo è quindi creare un processo iterativo di analisi, implementazione dei test, apprendimento e ottimizzazione in grado di migliorare continuamente il tasso di conversione.