19/03/2020  |  Web Listening
#iorestoacasa – intarget torna ad ascoltare i social
#iorestoacasa – intarget torna ad ascoltare i social

Attraverso metodologie di web listening e mediante interpretazione avanzata dei dati da parte dei nostri consulenti,  abbiamo analizzato le conversazioni sui social in tema di coronavirus scoprendo che il virus è oggetto di un’informazione ritenuta confusa e poco affidabile.

La ricerca, aggiornata al 17 marzo, tiene conto delle reazioni degli utenti al decreto #iorestoacasa

Nonostante il periodo non facile per tanti, gli utenti del web, prevalentemente abitanti in Italia, hanno accolto positivamente l’iniziativa #iorestoacasa: il 25% esprime positività nei suoi post e commenti, mente il 14% scrive contenuti dal sentiment negativo. La quota restante è neutrale e non manifesta preferenze. Il tema è particolarmente sentito: più di 566.000 post, tweet, commenti e articoli in poco meno di sette giorni, con un numero di interazioni si avvicina ai sette milioni.

Fig.1 – Numero di post, tweet e commenti, andamento nel tempo e numero delle interazioni generate.

Quali sono i concetti e i temi più discussi?
A parte gli ovvi riferimenti a Conte, al virus e alle misure varate si osserva un forte interesse circa le motivazioni e le giustificazioni che invece permetterebbero di uscire. L’indicazione su cosa sia considerabile o no come “necessità” ha infatti spinto gli utenti a chiedere e le fonti più autorevoli a rispondere.

Fig.2, i Temi più ricorrenti:

 

Oltre ai temi, possiamo vedere quali sono state le celebrità più citate?
Abbiamo visto una evoluzione nelle celebrities più citate nel periodo di riferimento. Nella prima fase, vuoi perché portavoce del messaggio (Alberto Angela, ma anche Nedved) o perché hanno suscitato interesse con raccolte benefiche (di particolare successo l’iniziativa di Chiara Ferragni e Fedez). Piccola nota: lo scrittore Garcia Marquez ricorre per la grande frequenza con cui gli utenti hanno utilizzato giochi di parole e riferimenti a “L’Amore ai tempi del colera”, mentre Andrea Bocelli viene citato nell’ambito dell’iniziativa “L’Italia chiamò”, il progetto di streaming. Nella seconda, complice l’emergere della narrazione legata alla resistenza alla prigionia, compare Nelson Mandela. Questo può sembrare un approccio un po’ “tragico” alla vicenda, ma questo dato ci suggerisce come per molti utenti i social siano uno strumento potente per raccontare il proprio vissuto in questi giorni, e l’uso di citazioni e post ispirazionali fa parte di questo tipo di movimento.

Fig.3: le celebrità citate nelle conversazioni contenenti #iorestoacasa

 

Dal punto di vista dei brand, quali sono quelli più citati nelle conversazioni?
Instagram, Facebook e Twitter sono i principali brand citati. Non deve stupire, perché si tratta dei principali fornitori di notizie in tempo reale in questo caso, e attraverso di loro vengono veicolate moltissime iniziative di supporto. Anche WhatsApp ha un grande ruolo in questo momento: la condivisione di aggiornamenti, immagini e audio con informazioni sul tema più o meno valide è pratica comune. Vediamo in prima linea nelle conversazione anche i servizi di teleconferenza (Skype in primis) e l’intrattenimento (YouTube, Netflix, Mediaset). Di fatto è il momento dei servizi, del supportare i clienti a distanza e dell’e-commerce (Amazon).”

Quali sono state le fonti più utilizzate?
Twitter, come sempre in questi casi, vince. (FIg.4). Complessivamente ci sono stati più di 37.000 profili che hanno contribuito alla creazione dei contenuti. Nella lista dei più ingaggianti, troviamo Annalisa Girardi per Fanpage, grazie agli articoli sugli aggiornamenti e sulle spiegazioni della manovra, Le Iene e Giuseppe Conte.
L’account Facebook del Ministero della Salute è al nono posto. In queste occasioni, l’affetto degli utenti nei confronti di un singolo personaggio ha un potere di ingaggio molto forte, ed è per questo che profili come quello di Jovanotti e Maradona risultano più forti nel coinvolgere le persone rispetto ad un profilo più istituzionale. 

Fig.4: fonti più utilizzate per la conversazione.

Chi sono gli italiani che ne parlano?
Qui abbiamo qualche curiosità: la distribuzione è perfettamente equa fra uomini e donne, e la fascia 25 – 34 è particolarmente attiva (dato piuttosto comune sui social)

Fig.5: composizione demografica degli autori che parlano di #iorestoacasa

 

Di cosa si interessano e che lavori hanno?
Si tratta prevalentemente di persone con lavori di medio o alto profilo, interessati alla cultura, alla letteratura, alla scienza. Appare fondamentale l’apporto della musica, anche viste le celebrità che si sono fatte portavoce del messaggio o che partecipano ad eventi ad hoc (fig. 6). In generale, per questo specifico caso si è osservato un tono e un atteggiamento più pacato e lucido rispetto ai messaggi che generalmente trattano le tematiche legate al virus.

Fig 6: interessi e mestieri degli utenti che parlano di #iorestoacasa

REVISIONE DELLA COMUNICAZIONE.

Queste giornate di emergenza sanitaria, hanno inevitabilmente fatto cambiare i piani editoriali dei brand. Non si tratta solo di spostare i contenuti legati agli eventi e rendere qualche piano editoriale più razionale, ma per alcuni si tratta proprio di rivedere e adattare la propria comunicazione. C’è infatti da fare un distinguo perché, seppur in un momento drammatico, alcune categorie merceologiche riescono a compensare le minori vendite, presso i canali retail tradizionali, incoraggiando il canale ecommerce con consegne gratuite mentre altri si trovano a dover gestire addirittura incrementi di attività” afferma Raffaella Pierpaoli, Head of Social Media in intarget.Musei e clienti legati al mondo dell’arte stanno usando, o si stanno attrezzando, per comunicare attraverso delle dirette live e questa massiccia fruizione di contenuti, in tempo reale, sta portando a un cambiamento delle abitudini; non solo, cambia anche il modo con cui usiamo i social. Sono convinta che questo tipo di modalità, finora molto forte solo in alcune nicchie di pubblico -si pensi ad esempio a Twitch- resterà anche dopo la fine di questa fase di emergenza. Una possibile evoluzione è che questo tipo di formati esca dal confine dei contenuti formativi e divulgativi per entrare nella sfera dell’ecommerce.”

“Per quanto riguarda la nostra agenzia, anche noi abbiamo avviato una revisione della comunicazione per tutti i nostri clienti, per i quali abbiamo adeguato i contenuti e il tone of voice al mutato contesto. Quello che abbiamo notato è che, da parte dei nostri clienti, c’è il desiderio di esprimere vicinanza, essere d’aiuto con piccoli gesti nelle attività quotidiane e trovare una nuova sintonia con il proprio pubblico, piuttosto che inserirsi con contenuti a “tema coronavirus” che per molti aspetti sembra essere il trend del momento” afferma Raffaella Pierpaoli, Head of Social Media in intarget.

Fonti: Tra gli strumenti utilizzati per la rilevazione dei dati si cita Talkwalker